Gli NFT potrebbero rivoluzionare il mondo del merchandising e limitare il fenomeno della contraffazione?
I non-fungible token si distinguono dai token tradizionali per alcune caratteristiche principali come il non essere intercambiabili e presentare un codice identificativo unico.
Proprio per questo il prezzo di ogni NFT è slegato da quello di tutti gli altri NFT, anche se apparentemente identici.
Le applicazioni di questi strumenti basati su blockchain possono essere diverse, ma ciò che più dà valore a questa tecnologia è la capacità di poter certificare la proprietà di un bene. Il bene in questione non deve essere per forza un bene fruibile virtualmente, anzi.
Le applicazioni più virtuose sono quelle che rendono gli NFT dei
digital twin (gemelli digitali) di beni e servizi fruibili anche off-line e off-chain. Inoltre, rappresentano lo strumento più facile e veloce per certificare indiscutibilmente la proprietà di qualcosa senza adoperare i tradizionali strumenti giuridici che non sarebbero necessari in alcune occasioni.

NFT e merchandising: stop alla contraffazioneNFT e merchandising: stop alla contraffazione

Come detto precedentemente, gli NFT permetterebbero di certificare la proprietà di qualcosa senza il bisogno di adoperare gli strumenti giuridici. Sono diverse le realtà sportive che hanno lanciato il loro merchandising only-digital mediante l’utilizzo degli NFT, come ad esempio Juventus e Fiorentina.
Questo genere di iniziative ha introdotto una nuova voce nei ricavi dei club coinvolti ed ha favorito la differenziazione dei ricavi. Inoltre, all’acquisto del
merchandising NFT sono spesso collegate speciali membership, prelazioni nell’acquisto dei biglietti delle partite più importanti, nonché agevolazioni e sconti esclusivi. Agli NFT però non è solo collegata la vendita di merchandising esclusivamente digitale, come dimostra il progetto della startup italiana Genuino.
Quest’ultima, oltre al lancio di una collezione di NFT ritraente le maglie della
Fiorentina, ha brevettato un sistema per cui ogni maglia “fisica” ha una rispettiva patch applicata e collegata ad un NFT che certifica l’originalità. Così facendo l’NFT diventa il gemello digitale, il certificato di proprietà e quello di originalità dell’oggetto fisico. Trasferire il corrispondente NFT equivarrebbe trasferire anche la proprietà dell’oggetto. L’International Consumer Electronics Show ha reputato questo progetto tra i migliori al mondo invitando la società toscana al proprio evento. L’inalterabilità e l’immutabilità proprie della blockchain vengono espresse nel concreto attraverso il codice identificativo e il creator sempre visibili nei marketplace NFT.

Quali vantaggi per le società e i propri customer?

Come abbiamo detto, certificare il merchandising emettendo un certificato di originalità registrato su blockchain aumenta sicuramente il valore percepito. Esser messi inoltre nelle condizioni di poter dimostrare facilmente la proprietà di un bene e di poter custodire facilmente la prova di quel possesso trasmette anche ai fan un senso di scarsità e unicità dei beni. Questo li porta a considerare quell’acquisto anche come un potenziale investimento.
Se a questo si aggiunge la possibilità di erogare servizi esclusivi ai fan che detengono determinati NFT, l’esperienza del cliente diventa completa, immersiva e rappresenta una spinta determinante per il
fan engagement. Inoltre, potrebbero crearsi dei marketplace secondari dove sia possibile vendere e acquistare il merchandising sotto forma di NFT. Le società, con una clausola inserita nello Smart Contract dell’NFT, potrebbero guadagnare delle fee ad ogni rivendita. Infine, sfruttando l’interoperabilità della blockchain, il bacino di potenziali acquirenti potrebbe aumentare enormemente sfruttando la vetrina di marketplace terzi.
Nft e merchandising: stop alla contraffazioneL’interoperabilità dipenderà fortemente dalla blockchain utilizzata per creare gli NFT, una scelta che deve esser fatta
ex ante per poter usufruire anche delle future opportunità date da questa tecnologia.
Anche dagli sponsor queste iniziative sono accolte favorevolmente, aumentano il ROI della sponsorizzazione e la visibilità del proprio brand raggiunge un’audience
ancora maggiore. Ricapitolando, il valore del merchandising aumenterebbe grazie alla possibilità di dimostrare la proprietà da parte dei fan e perché i contraffattori sarebbero tagliati fuori dal mercato. Le società avrebbero modo di aumentare i ricavi approfittando del “valore lievitato” grazie all’uso di uno strumento piuttosto economico e tramite le commissioni derivanti dalla vendita secondaria ed inoltre riuscirebbero a implementare nuove soluzioni di fan engagement.
L’utilizzo porterebbe benefici sia alle società che ai tifosi, nonché ai relativi sponsor. Grazie a queste campagne si garantirebbe un’accresciuta visibilità agli sponsor nonché il potenziale ingresso di altri che permetterebbe di finanziare l’iniziativa. Nei casi di un accordo di
licensing, gli Smart Contract propri degli NFT permetterebbero di definire e distribuire le percentuali pattuite istantaneamente. Ciò comporterebbe una riduzione dei tempi e delle intermediazioni riflettendosi automaticamente anche sui costi che ne uscirebbero ridimensionati.

Gli ostacoli da superare

Sebbene sia evidente la bontà di questi strumenti innovativi, esistono delle barriere che ostacolano la diffusione di questo nuovo approccio al mondo del merchandising. La maggior parte dei fan, per via delle notizie diffuse dai media relativamente agli NFT, guarda con scetticismo questa tecnologia. Molti credono che tutto ciò che abbia a che fare con la blockchain sia destinato ad un’alta volatilità, abbia un uso esclusivamente virtuale e possa essere una bolla pronta a scoppiare.
Per questo motivo, i potenziali clienti del
merchandising NFT sarebbero ridotti ad una nicchia rispetto a quello che può raggiungere la tradizionale vendita di merchandising affiancata magari dai convenzionali strumenti di marketing e advertising online. In una prima fase questo genere di merchandising, certificato dagli NFT, potrà essere proposto a delle nicchie di fan. Proprio per questo, almeno in un primo momento, beni e servizi rilasciati attraverso campagne NFT dovranno essere particolarmente esclusivi e limitati. Successivamente, con l’aumento del potere di spesa delle nuove generazioni, con la crescita di notorietà e credibilità della blockchain nella sua interezza, è probabile che la platea di potenziali clienti si allarghi.
A quel punto anche il
merchandising maggiormente convenzionale potrà essere distribuito con il supporto dei non-fungible token.

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Davide Calderone

Contributor