In questo articolo esamineremo l’applicazione e l’utilità degli NFT in alcuni settori come il gaming, il ticketing e il merchandising.

Tra i primi settori fortemente condizionati dall’espansione degli NFT, c’è stato il mondo del gaming . Molte aziende si sono cimentate nel costruire piattaforme che permettessero ai players di guadagnare giocando.
Questo genere di giochi hanno la doppia caratteristica di essere, in primo luogo,
Pay-2-Play, ed in secondo luogo Play-to-Earn.
Tra le prime casistiche abbiamo Axie Infinity, un gioco online che permette ai player di guadagnare Smooth Love Potion (SLP).
Gli utenti possono decidere se utilizzare le
SLP per continuare a giocare o altrimenti venderli sulle piattaforme di exchange che supportano il token.
Il
governance token nativo della piattaforma ha visto una crescita esponenziale della sua capitalizzazione di mercato; attualmente la piattaforma conta più di tre milioni di utenti attivi ogni giorno.

L’esempio di Sorare

Altro Play-to-Earn diventato celebre recentemente è quello della startup francese Sorare. Ha fatto segnare il record come round di serie B (round d’investimento) più ricco di sempre in Europa, raccogliendo ben 680 milioni di dollari e raggiungendo una capitalizzazione di 4,5 miliardi di dollari. Si tratta di una fantasy league basata su NFT che riprende il tradizionale fantacalcio.
Il 90% di utenti non ha competenze in ambito blockchain, gli acquisti delle
Card di gioco possono essere fatti utilizzando wallet che convertono le valute tradizionali in Ethereum.
Le barriere tecnologiche legate alla blockchain vengono così abbattute e rese invisibili ai consumatori. Essendo basate su
Ethereum le card guadagnano in interoperabilità, ossia possono essere scambiate su marketplace secondari.
Proprio questa caratteristica è legata alla liquidità di cui sopra. La digital collectible che è stata venduta ad un prezzo maggiore è quella del centravanti norvegese del Borussia Dortmund
Erling Haaland al prezzo di 600 mila euro.

I play-to-earn legati ai motori 

Anche il mondo del gaming legato al motorsport ha vissuto dei cambiamenti legati all’avvento della blockchain. Sono nati due Play-to-Earn, legati rispettivamente alla Formula E e alla Formula 1.
Il primo si chiama
High Voltage e gli NFT rappresentano pezzi di ricambio, sviluppi e upgrade delle capacità dei piloti delle monoposto e sono acquistabili anche sul marketplace NFT di Binance. Quello legato alla Formula 1 si chiama Delta Time, in cui gli NFT rappresentano anche parti di circuiti reali.
Possedere un NFT di un circuito permette di guadagnare delle
phee in base al numero di utenti che utilizzano quei tracciati per le loro gare: più è raro l’NFT più sarà alta la percentuale di phee garantita al possessore. La vendita degli NFT e le ricompense vengono corrisposte in REVV Token, criptovaluta nativa di entrambe le piattaforme. Per monetizzare questi token basterà trasferirli su una piattaforma di scambio e venderli.

Per restare nel mondo del motorsport possiamo citare la recente partnership della Scuderia Ferrari con la società Svizzera Velas AG.
Gli elvetici saranno Premium Partner del reparto corse della scuderia di Maranello e Title Sponsor del monomarca Ferrari Esport Series e del team di Esports che competerà nella F1 Esports Series.
Anche in questo caso gli NFT, creati dal team svizzero sulla blockchain di Solana, saranno utili per progredire nel Play-to-Earn della scuderia del Cavallino. 

Gli NFT come atto di proprietà

Grazie alla tecnologia blockchain sulla quale questi prodotti sono basati, gli NFT si configurano potenzialmente come veri e propri atti di proprietà, certificati e incontestabili.
La loro
diffusione nel ticketing sta progredendo a macchia di leopardo ma in maniera continua. I principali organismi sportivi nazionali e internazionali, come la UEFA, hanno iniziato ad adottare questi sistemi o annunciato di volerli approcciare nel breve termine.
Il loro utilizzo diventa determinante per raccogliere dati, profilare i fan e proporre
reward program targettizzati.

Anche per quanto riguarda il merchandising questi strumenti potranno essere utilizzati per certificare la proprietà e l’originalità di un bene. Per ovvi motivi il valore del bene, e quindi anche dell’NFT, è destinato a crescere quando la contraffazione è resa impossibile e la proprietà può essere certificata.
Possiamo quindi dire che non può esistere il passaggio di proprietà di un bene senza che avvenga anche il trasferimento dell’NFT ad esso correlato.
Inoltre, abbiamo i primi casi di merchandising
only digital, creato in serie limitatissime e che portano in dote dei benefici ulteriori a quelli del semplice possesso come il diritto di prelazione su altri beni di merchandising e la possibilità di accedere ad esperienze esclusive e riservate ai possessori.

NFT ed equity crowdfunding

Gli NFT possono essere utilizzati anche per rendere i loro proprietari azionisti a tutti gli effetti di una realtà o di uno specifico progetto. Si tratta di equity crowdfunding basato su NFT: il possesso di quest’ultimi dà diritto a chi lo detiene di partecipare alla distribuzione di parte dei ricavi nelle percentuali concordate in fase d’acquisto e regolamentate dagli Smart Contract registrati sui token non-fungibili. Alcuni dei casi più eclatanti sono quelli dei casinò in costruzione sul metaverso di Decentraland e The Sandbox.
Il 50% dei ricavi verranno suddivisi tra i possessori degli 11.111 NFT della collezione. Anche il possesso di terre nel metaverso, chiamate
Land, è certificato dal possesso dei corrispondenti NFT.

I Token Fungibili seguiranno l’esempio dei Non Fungibili?

I token fungibili differiscono dagli NFT in quanto sono tutti identici, ovvero non presentano differenze tra di loro: ne sono un esempio i Fan Token venduti ai tifosi delle squadre di calcio dalle piattaforme come Socios.com.
I Fan token hanno goduto di una popolarità vertiginosa nel 2021, lanciati da investimenti pubblicitari e di sponsorship massicci da parte delle piattaforme che li commercializzano, oltre che dall’hype generato dalla novità dei servizi offerti.
I contratti in essere tra le società sportive e le aziende creatrici dei Fan Token circoscrivono l’utilizzo ad esperienze per la maggior parte virtuali ed a servizi creati ad hoc per il lancio degli stessi.
Inoltre, questi tipi di token, hanno dimostrato di essere soggetti ad una volatilità che ha generato una certa diffidenza da parte dei tifosi. 

Si dovrà quindi, necessariamente, andare verso una “fase di maturità” del Fan Token, che  passerà inevitabilmente per una strutturazione normativa e fiscale adeguata, anche tenendo conto della normativa MiCAr dell’Unione Europea che prevede tassazioni molto maggiori sui security token (prodotti di risparmio e investimenti) rispetto a quelle previste per gli utility token.

Published by

 

 

 

Davide Calderone

Contributor