In un precedente articolo abbiamo parlato delle Decentralized Autonomous Organization. Un modello di governance per essere realmente decentralizzato deve essere fondato su app non controllate da un’autorità centrale: da qui la nascita delle dApp.

Ciò che lega le dApp alla Blockchain è una forte interconnessione. Le dApp sfruttano le piattaforme Blockchain e il loro network distribuito ma al contempo un progetto Blockchain veramente decentralizzato non può che basarsi su una dApp.
Gli sviluppatori delle app tradizionali per riuscire ad offrire dei prodotti ottimizzati e riuscire a promuoverle devono pagare alte
fee ai marketplace come Google Play Store o Apple Store. Anche il sistema di pagamenti è agevolato e facilmente integrabile nelle app presenti nei summenzionati marketplace centralizzati. Tuttavia, la crypto economy ha iniziato a stravolgere questo paradigma: le dApp sfruttano il sistema nativo della Blockchain per il trasferimento di asset, ciò permette di riuscire a integrare i pagamenti senza dover dipendere da alcun marketplace.
Altro vantaggio offerto dalle dApp è la possibilità di accedere alla piattaforma collegando il proprio
wallet di digital asset: questo significa meno credenziali da ricordare e meno dati da trasferire per effettuare la registrazione. Infine, tutti i dati vengono distribuiti tra i vari nodi della Blockchain e non risiedono in uno specifico server, e ciò li rende quasi impermeabili a eventuali attacchi informatici e frodi di dati. La piattaforma capostipite delle dApp fu quella di Ethereum, grazie all’utilizzo della Ethereum Virtual Machine (EVM), la prima ad abilitare l’utilizzo di Smart Contract.

I vantaggi della decentralizzazione

UniswapLa decentralizzazione su cui sono fondate le dApp dà vita a vantaggi che fino a ieri erano impensabili sulle app tradizionali. Tutto ciò che avviene all’interno delle dApp è regolato da  Smart Contract e non esiste alcuna autorità che può riuscire a modificare ciò che è avvenuto al loro interno. Questo è dovuto alla proprietà di immutabilità propria della tecnologia Blockchain. Gli asset che vengono acquistati su una dApp possono essere facilmente spostati sul proprio wallet collegato o su un altro wallet che supporta i token presenti sulla dApp e, mediante i wallet, su un’altra piattaforma.
Tutto ciò risultava impraticabile sulle app centralizzate.
L’interoperabilità tra diverse piattaforme può essere garantita solo dalla Blockchain, molte delle iniziative future saranno basate su questo principio e sarà uno dei principali motivi per cui propendere alla realizzazione di un progetto utilizzando questa tecnologia. L’utente che acquista un asset su una dApp potrà avere contezza del significato di proprietà digitale.

I primi utilizzi delle app decentralizzate

Come sappiamo la Blockchain pone le sue radici nel mercato finanziario. Le prime dApp sono state sviluppate per dar vita ai cosiddetti DEX ossia Decentralized Exchange. Ancora oggi, i maggiori volumi delle dApp, in termini economici e di numero di utenti, vengono registrati sugli exchange decentralizzati. Tra i più famosi troviamo Uniswap che tramite una formula matematica legata ad uno Smart Contract dà vita ad un Automated Market Maker (AMM), il cui compito primario è stabilire il prezzo degli asset in tempo reale attraverso gli oracoli. I DEX sono molto utilizzati principalmente per due motivi: in primo luogo evitare la procedura di KYC (Know Your Customer) che richiede dati sensibili agli utenti, ormai obbligatoria per gli exchange centralizzati (CEX) come Binance o Coinbase; in secondo luogo, per avere accesso a prodotti finanziari limitati dai CEX in alcuni Paesi, come ad esempio i derivati in Italia.

dApp e sport: in quale segmento potranno essere impiegate?

Come detto precedentemente, le dApp hanno trovato applicazione per la prima volta nelle piattaforme di DeFi (Decentralized Finance). L’ambito dello sport betting non differisce molto dalla finanza decentralizzata: è possibile scommettere sulla vittoria di uno dei team, come se fossero due asset con due diversi Pool di Liquità (LP). Un oracolo attiva la funzione di call dello Smart Contract in base al risultato finale determina il team vincente, in base allo stake investito sul team vincitore verranno distribuiti i profitti pagati dal pool di liquità della squadra o del giocatore perdente.
Uno dei progetti più interessanti, che rappresenta un ibrido tra DeFi e Sport Betting, è quello di
ScoutX, piattaforma basata sulla blockchain di Polygon. Ad oggi è possibile scommettere e guadagnare prevedendo i guadagni futuri dei tennisti, anche in questo caso il funzionamento sarà regolato da un Automated Market Maker attivato da un oracolo, così come avviene con gli exchange decentralizzati. Il progetto ad oggi si limita al tennis ma si è prefissato di raggiungere tanti altri sport entro il 2022. Questa nuova frontiera dello Sport Betting propone una rivisitazione della piattaforma con il ruolo di banco che stabilisce le quote dei match in palinsesto. Con l’utilizzo delle dApp la piattaforma funge solo da intermediario, creando un legame Peer-to-peer e guadagnando dalle commissioni generate dalle operazioni effettuate. 

dApp, utilizzo universale o limitato?

Le dApp rappresentano il substrato tecnologico che permette di sfruttare a pieno tutte le funzionalità e di sfruttare le caratteristiche che vengono messe a disposizione dalla tecnologia Blockchain. Tuttavia l’utilizzo delle dApp non può sostituire universalmente quello delle app centralizzate. Nei casi in cui è necessario verificare l’identità di un utente, i dati dovranno essere conservati in una database centralizzato e consultabile da un’autorità centrale.
Tutto ciò che viene eseguito sulle dApp viene processato attraverso l’approvazione delle transazioni, un numero elevato di transazioni può finire per congestionare la rete rallentando l’esecuzione delle operazioni sulla dApp. U
n altro limite delle dApp può essere costituito dalla difficoltà di offrire gli stessi standard qualitativi per l’esperienza utente che vengono invece offerti dalle tradizionali app centralizzate. Per alcuni utenti, che non hanno altre esperienze nel mondo della Blockchain, potrebbe risultare difficile configurare i vari strumenti che possono servire per interagire in modo sicuro con la Blockchain.

Le dApp hanno quindi anche limiti e svantaggi: bisogna essere consapevoli del loro funzionamento per riuscire a definire quando è utile il loro utilizzo e quando invece rappresenta un limite. Sicuramente possono essere utili piattaforme per integrare facilmente gli Smart Contract che permettono tutte le varie operazioni. Inoltre, sarà possibile evitare di cedere i propri dati qualora l’attività svolta non lo renda necessario, optando per una dApp piuttosto che per un’app centralizzata.

 

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Davide Calderone

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